Tutte le news sull'attività politica e sociale del consigliere della Regione Molise Massimiliano Scarabeo.
Visualizzazione post con etichetta sanità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sanità. Mostra tutti i post
lunedì 9 luglio 2018
I “no vax” attaccano chi sceglie consapevolmente di vaccinare i propri figli
In questi giorni i “no vax” attaccano chi sceglie consapevolmente di vaccinare i propri figli. Tutto questo è inaccettabile! Siamo seri e non scherziamo con la salute dei nostri figli! #vaccini
martedì 3 luglio 2018
… il governatore Toma precisa
In relazione alle notizie diffuse dagli organi di informazione
sull’annunciata chiusura dei Punti di primo intervento di Larino e
Venafro, il presidente della Regione Molise, Donato Toma, precisa quanto
segue.
«A seguito della preoccupazione sociale che si è generata nei
cittadini di Larino e Venafro e anche sulla scorta delle segnalazioni
pervenutemi da sindaci, Comitati e associazioni, ho chiesto ai vertici
della ASReM di sospendere ogni azione amministrativa tesa alla
riorganizzazione dei Punti di primo intervento, soprattutto in assenza
del commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dal
disavanzo della spesa sanitaria. Nel contempo, ho prospettato loro
l’opportunità di studiare e concordare un nuovo assetto organizzativo.
Soluzione reputata non accoglibile per i motivi che ritengo debbano
essere spiegati con la dovuta chiarezza ai cittadini molisani.
Il Decreto del ministro della salute del 2 aprile 2015 n. 70 ha
stabilito che i Punti di primo intervento siano trasformati in
postazioni medicalizzate del 118. Dunque, un servizio sanitario
provvisorio, limitato nel tempo, operativo nelle 12 ore diurne e
presidiato dal sistema del 118 nelle ore notturne. In ottemperanza al
dettato del decreto 70/2015, il Piano operativo sanitario 2015-2018 –
approvato con accordo Stato Regioni del 3.8.2016 su proposta del
commissario ad acta Paolo di Laura Frattura e diventato successivamente
legge dello Stato – ha previsto, di conseguenza, che presso gli ospedali
di Venafro e Larino, oggetto di riconversione, venissero attivati
temporaneamente Punti di primo intervento, per accompagnare il processo
di riorganizzazione.
Dunque, oggi ci troviamo a dare corso ad un iter amministrativo
ineludibile, posto a suo tempo in essere e rispetto al quale né io, né
altri possiamo porre veti. Già nel Verbale della riunione dei tavoli
ministeriali di verifica degli adempimenti legati al Piano di rientro
del 4.11.2016 era stato chiesto conto dei tempi di disattivazione dei
PPI, che sono stati comunque tenuti in essere fino alla completa
riconversione delle strutture, avvenuta nel corso del 2017. Allo stato
attuale, pertanto, completata la riconversione degli ospedali, non è
assolutamente possibile procrastinare ulteriormente la disattivazione
del servizio, adempimento – è bene ribadirlo – ope legis.
Per quanto attiene alla preoccupazione sociale legata alla chiusura
dei Punti di primo intervento, va chiarito che il servizio non era
sostituivo del Pronto soccorso, in quanto gestiva solo le piccole
urgenze in loco (ad esempio piccoli traumi), con il conseguente
trasferimento dei casi che necessitavano di sostegno più complesso al
Pronto soccorso dell’ospedale più vicino. Pertanto, la sua
disattivazione non deve essere percepita come un ridimensionamento
dell’attività svolta per l’emergenza. Anzi, l’Atto aziendale dell’ASReM
prevede il potenziamento delle postazioni del SET 118, che saranno
dotate di ulteriori mezzi, di personale infermieristico e di soccorso
per consentire maggiore sicurezza ed equità nei tempi di accesso agli
ospedali da tutto il territorio regionale.
Tra l’altro, il personale attualmente utilizzato presso i PPI, attivo
nelle sole 12 ore diurne, che ha finora contribuito ad affidare le
patologie a bassa gravità alle strutture territoriali, svolgendo un
ruolo ‘educativo’ per l’utenza legato alla fase in cui avviene la
progressiva dismissione delle funzioni ospedaliere, potrebbe invece
contribuire al potenziamento della rete dell’emergenza territoriale al
fine di garantire i tempi di trattamento delle patologie
tempo-dipendenti. Sempre al fine di potenziare il servizio di 118, sono
in fase di attivazione le procedure di acquisizione delle disponibilità
da parte delle associazioni che attualmente forniscono mezzi e
soccorritori alla nuova configurazione della rete dell’emergenza per la
sua implementazione.
Relativamente a tale aspetto, è stato previsto, oltre alle nuove
postazioni di Campobasso ed Agnone, il potenziamento delle postazioni di
Termoli ed Isernia, dotandole di ulteriori mezzi e personale. Infatti,
anche in virtù della breve distanza di Larino e Venafro dagli Ospedali
di Termoli e Isernia, il potenziamento temporaneo delle postazioni del
118 situate presso queste strutture potrebbe consentire una rapida
attuazione della programmazione volta a riqualificare l’assistenza in
emergenza e a rassicurare le popolazioni di quei territori.
Spero che quanto fin qui illustrato abbia chiarito meglio la
situazione: la disattivazione dei Punti di primo intervento rappresenta
una fase dell’intera riorganizzazione della rete dei servizi, processo
avviato dal precedente commissario ad acta Frattura, già validato e più
volte sollecitato dai Ministeri affiancanti, che non riduce, però, in
alcun modo il livello e la qualità dei servizi di pronto soccorso e
primo intervento nelle aree interessate.
Tengo, infine, a ribadire che, dal momento in cui sarò nominato
commissario ad acta, spenderò le mie energie – come già tra l’altro sto
facendo – per affermare la necessità di attuare un Presidio di medicina
territoriale per lo smistamento e la consulenza sul primo intervento,
attivando forme di sperimentazione che prevedano anche il supporto degli
Ordini professionali».
Etichette:
Donato Toma,
Piano operativo sanitario 2015-2018,
politica,
regione molise,
sanità
Chiusura punti di primo intervento degli ospedali di Venafro e Larino. Inutile sparare nel mucchio!
Partiamo dal presupposto che il riordino della rete ospedaliera pubblica
del Molise, è parte integrante del Piano Operativo Sanitario approvato
con Legge dello Stato (vedi emendamento presentato dall’allora
Governatore Frattura e introdotto nella scorsa Legge Finanziaria dal
Governo Gentiloni). Se consideriamo anche quanto è stato detto e fatto
nell’occasione, contro tale scelta, (io
mi sono opposto strenuamente perché ciò rappresenta un comportamento
che, di fatto, impedisce di poter apportare qualunque modifica a detto
Piano) che ha determinato un ennesimo colpo di mano capace di calpestare
la volontà dei cittadini molisani di vedersi tutelare il diritto alla
salute, si capisce perché, oggi, bisogna “per forza” dare seguito alle
disposizioni contenute in quel Piano Sanitario, le quali ridimensionano,
ancor di più, i servizi negli ospedali cosiddetti minori, tra cui
Venafro e Larino. A meno di un intervento diretto del Governo, che con
una nuova Legge cambi le cose! Attualmente, giova ricordarlo, il
Commissario ad acta della sanità molisana è ancora Paolo Frattura e ciò
non è un elemento poco trascurabile, se pensiamo che per sostituirlo,
c’è bisogno sempre di un provvedimento da parte del Governo. Qualcosa,
quindi, non torna, perché certe scelte, l’ultima in ordine cronologico
la chiusura dei punti di primo intervento del Santissimo Rosario e del
Vietri non si possono imputare a chi, come il sottoscritto, si è sempre
impegnato per difendere e tutelare gli interessi di Venafro, auspicando
sempre e comunque, un confronto proficuo per un programma serio sulla
sanità regionale. I conti non tornano e ad avvalorarlo sono le
dichiarazioni di una parte della politica regionale, che fanno emergere
la necessità di dover dare seguito alle disposizioni contenute in tale
emendamento (proposto da Frattura e approvato dal Governo Gentiloni)
perché, dicono questi “esperti”- in caso di inadempienza a quanto
stabilito, l’attuale Governo nazionale non autorizzerebbe l’uscita del
Molise dal Piano di rientro sulla Sanità. Ciò è vero, e tecnicamente non
fa una piega, allora mi viene da pensare che certe colpe non sono da
addossare a caso. Forse, non sarebbe meglio chiedere al nuovo Ministro
della salute di rivedere la situazione della sanità molisana che si fa
sempre più difficile?
Etichette:
ospedale di Venafro,
sanità,
Vietri di Larino
venerdì 30 settembre 2016
Cantone: “In molti casi si è verificato un legame tra sanità, politica e criminalità organizzata”
Lo ha detto il presidente dell’Anticorruzione, Cantone, intervenendo al congresso delle Società scientifiche di chirurgia italiane, sottolineando come “l’ingerenza della politica sia uno dei problemi della sanità”. “Sui vertici delle strutture sanitarie c’è una forte influenza della politica, che in alcune zone significa anche un pezzo d’influenza della criminalità. Lo scioglimento di alcune Asl ne è la riprova”, dice Cantone. Sulle centrali uniche di acquisto invoca trasparenza: si rischia che diventino centri di potere.
Iscriviti a:
Post (Atom)



