martedì 21 settembre 2010

Sanità Molisana: Niente scaricabarile!

Massimiliano ScarabeoSi ritorna a parlare di sanità, in Consiglio Regionale, per conoscere le intenzioni del Presidente nonché Commissario ad acta, Iorio, sulle soluzioni che intende adottare, in merito al comparto sanitario di questa regione.
Che la questione fosse difficile, lo si sapeva già, soprattutto dopo le decise prese di posizione di migliaia di cittadini, scesi in piazza a protestare contro i tagli agli ospedali di Agnone, Larino e Venafro.

Una sanità che nel corso degli ultimi dieci anni, ha divorato una valanga di soldi, lasciando il bilancio regionale, (di cui proprio la sanità rappresenta una quota di oltre l'ottanta per cento del totale), con un debito esorbitante.
Da tempo, le opposizioni avevano evidenziato le responsabilità di tale situazione e sottolineato il modo unilaterale di come è stata gestita, finora, la delicata questione.
Fatto sta, che i risultati, purtroppo sono quelli che ogni giorno vedono i molisani patire disagi, con lunghe liste d'attesa per gli esami, anche i più semplici, con continui spostamenti da un ospedale all'altro, causa il trasferimento di alcuni reparti tra le diverse strutture, e ritrovandosi, come in casi limite purtroppo già verificatisi, vittime dei disservizi.
Tra i tanti interventi che si sono susseguiti nella seduta consiliare di ieri, proprio sull'argomento, si registra quello del Consigliere Massimiliano Scarabeo «Si ritorna ad affrontare il problema, sapendo che la situazione è ormai al limite della sopportazione. Il problema della sanità, per questa regione, non può essere affrontato da uno solo, dato che esso investe tutti i molisani, rappresentati proprio da questo civico consesso» dichiara il politico venafrano nel proprio intervento, sull'argomento.
«Non voglio perdere tempo a ricercare cause e motivazioni che ci hanno portato in questa situazione, so bene che servirebbe a poco, però non posso sottacere sul metodo con cui, fin dall'inizio essa è stata affrontata. Un Consiglio regionale praticamente esautorato dall'esprimere le proprie opinioni in materia, annullato su talune scelte sbagliate che sono state fatte, insomma un comparto non soltanto catastrofico sotto l'aspetto finanziario, come poi si è rivelato, ma in molti casi carente nella qualità dei servizi offerti, dove, purtroppo, a causa di ciò qualcuno ci ha rimesso la pelle!».
Le esternazioni di Scarabeo portano a far capire chiaramente a chi andrebbero attribuite le responsabilità. «Voglio rimarcare la mia posizione critica nei confronti del Governatore e Commissario ad acta, rammentandogli che il prestigio personale non lo scioglie dalle responsabilità che ha, relativamente al dissesto della sanità in questa regione. L'ho detto in tempi non sospetti, anche all'interno dell'apposita Commissione Regionale sul piano di rientro sanitario, lo ribadisco adesso, mentre migliaia di persone scendono nelle piazze per protestare contro queste scelte, consapevoli che ormai la frittata è fatta».
Pur se qualcuno cerca disperatamente di giustificarne l'operato, si capisce chiaramente a chi vanno attribuite le responsabilità di questa allegra gestione.
«Se vogliamo giustificare l'operato politico di chi ha governato questa regione per decenni, portando il comparto sanitario ad accumulare debiti esorbitanti, facciamolo pure, consapevoli però che risponderemo di questo errore, perché chi chiede ciò, non ha capito che la questione è giunta al capolinea. Io mi aspetto soluzioni certamente votate all'ottimizzazione del servizio, ma che tengano anche conto di tutte le variabili possibili. Se facciamo pendere la bilancia soltanto da una parte, evidentemente qualcosa è stato sottovalutato. E se così è, bene farebbe, chi ha commesso gli errori, ad ammettere le proprie responsabilità».
Cosa che moltissimi molisani si aspettano, perché in fondo si parla di salute e nessuno vorrebbe trovarsi in situazioni di disagio, come invece ci si vede costretti attualmente.
Continua il Consigliere Scarabeo «Perché, dico questo, perché sono convinto che oltre i problemi dettati dalle cifre, che è impossibile nascondere, c'è l'arroganza di non confessare che sono stati commessi errori, altrimenti non capisco perché, si arrivi perfino a rinnegare le promesse fatte di fronte a migliaia di persone, come è accaduto a Venafro, per esempio, in occasione dell'ultima campagna elettorale. Innanzi tutto non si parla di tagli agli sprechi a fronte di un deciso miglioramento della qualità offerta, i trasferimenti di alcuni reparti, da una struttura ad un'altra, per esempio, non hanno giovato sulla qualità, visto che continuamente si registrano casi di malasanità.
I servizi minimi negli ospedali regionali che figurano nella lista nera, non si sa, se sono ancora garantiti, le liste d'attesa per esami si allungano, gli interventi di manutenzione sono praticamente uguali a zero, mentre continuano ad esistere reparti doppione, personale sovradimensionato nell'organico e sottoutilizzato nei ruoli, oltre al resto che apprendiamo quotidianamente dalla stampa locale
».
Il ridimensionamento dei servizi erogati da alcuni ospedali, il trasferimento di alcuni reparti, hanno già creato problemi ai cittadini ma, cominciano a registrarsi anche i primi problemi al settore dell'indotto, in modo particolare alle attività commerciali insistenti sulle arre interessate dai tagli.
Secondo lo stesso Scarabeo, infatti, sarà inevitabile che «il ridimensionamento o riorganizzazione di questi ospedali regionali, i tagli finanziari alle cliniche private, altro non faranno che creare una ulteriore depressione nelle zone interessate, zone che per evidenti ragioni, tra le quali la posizione geografica, la crisi economica ed occupazionale in atto, vivono già una situazione mortificante. La politica deve riappropriarsi del ruolo per cui è deputata perché altrimenti, continueremo ad essere inermi di fronte a situazioni come questa. Dobbiamo riprenderci il ruolo di chi deve e vuole garantire lo sviluppo di questa nostra terra, di chi vuol rendersi responsabile del miglioramento e non dell'annullamento dei servizi sanitari offerti. La salvaguardia e la reale riorganizzazione delle strutture e dei servizi degli ospedali regionali, il loro potenziamento significano che si vogliono rispettare gli impegni assunti, niente di più di ciò che il nostro dovere di amministratori pubblici, ci impone di fare».

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