Tutte le news sull'attività politica e sociale del consigliere della Regione Molise Massimiliano Scarabeo.
Visualizzazione post con etichetta sanità molisana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sanità molisana. Mostra tutti i post
giovedì 8 settembre 2016
giovedì 30 giugno 2016
venerdì 17 giugno 2016
domenica 29 maggio 2016
CONSIDERAZIONI E PRECISAZIONI IN MERITO AL PROGRAMMA OPERATIVO SANITARIO 2015-2018
“Il diritto alla salute, così come
sancito nell’art. 32 della nostra carta costituzionale, è un bene comune
e perciò deve essere preservato da una logica di profitto. In tal
senso, ritengo di interpretare il pensiero della stragrande maggioranza
dei cittadini molisani che guardano al comparto sanitario regionale come
una risorsa vera e propria e auspicano che nella nostra Regione
l’organizzazione del Sistema Sanitario debba essere prevalentemente
pubblica e che il privato convenzionato debba svolgere solo una funzione
complementare e solo per alcuni servizi che il pubblico non riesce ad
erogare. In altre occasioni ho già voluto sottolineare l’importanza di
questo concetto perché va assolutamente evitato che il rapporto tra
pubblico e privato rappresenti quell’ enorme disequilibrio che vede i
debiti a carico del cittadino che invece vorrebbe pagare il giusto,
ottenere il diritto alla salute e vedersela tutelata degnamente e il
profitto a tutto vantaggio del privato.
Un rapporto che già oggi, finanziando in
questo modo la sanità privata convenzionata, fa mancare posti letto al
servizio pubblico e risorse per la soluzione dei problemi strutturali
degli ospedali e quelle per il personale e le attrezzature. Il dibattito
aperto sul riordino del sistema, quello sul Piano Operativo
Straordinario, fa emergere riflessioni che continuano ad evidenziare
criticità e problemi che non consentiranno alla sanità pubblica di
assumere il ruolo che merita rispetto alla tutela della salute del
cittadino: sembrerebbe quasi che si voglia approfittare di
questo caos, di questa disorganizzazione e di episodi di mala sanità,
per crearsi un alibi e trasformare la salute in merce da pagare a caro
prezzo! Non penso e non voglio minimamente immaginare che possa essere così.
Sui dettagli del Piano è giusto il
confronto e lascio perciò al dibattito interno avviato e agli incontri
con cittadini e addetti ai lavori le eventuali considerazioni,
ma voglio evidenziare che il mio punto di vista resta quello che il
Molise avendo il secondo indice di invecchiamento della popolazione in
Italia, deve essere in grado di portare assistenze e servizi in
prossimità dei pazienti, quelli delle classi maggiormente esposte e disagiate e perciò, l’organizzazione del Servizio Sanitario Regionale deve prevedere una impostazione meno accentrata e quindi più territoriale.
Se solamente tre Ospedali devono essere individuati come strutture per
acuti: Campobasso, Isernia e Termoli, l’attivazione delle Unità
Operative deve rispondere strettamente al parametro del bacino di utenza
con dotazione ottimale di mezzi e personale idonei al proprio
funzionamento e, poiché di strutture pubbliche ne esistono a
sufficienza, tanto da ingenerare addirittura diatribe campanilistiche, è
perciò possibile organizzare una buona offerta dei servizi all’utente,
quindi l’attività di queste Unità Operative, può tranquillamente essere
estesa sul territorio regionale con postazioni ambulatoriali che faranno
riferimento, specialmente per le attività chirurgiche, a dette Unità.
Per questo, giusta la riconversione in strutture con posti letto a bassa e media intensità di cura degli Ospedali di Larino e Venafro
che devono essere visti come punti di riferimento, ad alta incidenza di
assistenza infermieristico-riabilitativa, e di supporto fondamentale
per il territorio, proprio per quei pazienti che non hanno patologie
acute tali da richiedere un ricovero ospedaliero e quindi non gestibili a
domicilio. Per l’Ospedale di Agnone è altresì giusta la scelta di Ospedale di zona disagiata proprio per salvaguardare le esigenze di quel territorio. Mantenere
efficienti tali strutture rappresenta un’occasione favorevole anche
sotto l’aspetto economico se si pensa di favorire e attuare in maniera
seria le azioni necessarie a instaurare i cosiddetti accordi di confine
con le regioni limitrofe (Abruzzo, Lazio e Campania), intese che
permetterebbero, tra l’altro, di mantenere attivo l’indotto economico in
quelle aree che stanno registrando anche altri tipi di disagi.
Ma la eventuale, relativa mobilità
attiva, però, deve essere rimodulata in tutta la sua interezza,
coinvolgendo anche le strutture private convenzionate, in quanto, non è
giusto, a mio avviso, che per permettere a pazienti provenienti
da altre regioni di venirsi a curare nelle strutture private del Molise,
vengono utilizzati posti letto dedicati ai nostri pazienti. Se
di 100 posti per acuti accreditati a strutture private, solo 14 sono
utilizzabili per pazienti molisani e i restanti 86 sono destinati a
pazienti di altre regioni, è evidente che si resta parcheggiati su una barella per settimane o si aspettano mesi per un ricovero ordinario.
Se ciò dovesse continuare ad accadere, vuol dire che non soltanto il
vantaggio economico per mobilità attiva può considerarsi cosa effimera,
ma anche che tutta l’organizzazione sanitaria regionale, e gli strumenti
idonei messi in atto per una vera e giusta riconversione del Comparto
hanno fallito, compreso la politica che non è riuscita a garantire una
sanità migliore ai propri cittadini.
Diciamo, allora, che deve essere
rivisitata e quindi corretta l’equazione che fissa l’incidenza del
privato convenzionato, così come avviene nella media del resto del
nostro Paese, sulla fascia di incidenza che non superi il 20% in ogni
singolo settore, vale a dire: posti letto per acuti, posti letto di
lungodegenza, medicina territoriale. Anzi, in considerazione, come
detto, della presenza di tante strutture pubbliche sul territorio
regionale, con le quali è possibile organizzare l’offerta dei servizi
all’utente, tale percentuale, dovrebbe, a mio avviso, attestarsi al 15 %
del budget predefinito di spesa del Fondo Sanitario Regionale.
In tutto ciò non può non
evidenziarsi l’annoso problema del controllo reale dei servizi e dei
costi di gestione dell’intero comparto, quel controllo necessario per
poter parlare di reale produttività, efficienza e risultati.
Tornando all’organizzazione, infine, non si può non tener conto di
alcuni fattori che incidono negativamente sulla qualità dei servizi
offerti, per esempio l’annosa e irrisolta questione del personale
precario che si ripercuote, manco a dirlo, sul funzionamento delle
strutture, così come la riorganizzazione del Servizio di emergenza
ospedaliera e territoriale del 118 per un migliore utilizzo delle
risorse che in quasi tutte le Regioni italiane è gestito dai Pronto
Soccorso, permettendo così di ottenere vantaggi legati al miglioramento
del rapporto tra ospedale e territorio.
Così come per la medicina territoriale
ovvero l’assistenza domiciliare attraverso un vero e reale
coinvolgimento dei medici di base e di continuità assistenziale, per
meglio armonizzare i servizi da portare al domicilio dei pazienti. Vanno
valorizzati i percorsi per patologia (IMA, ictus, trauma, ecc) dove
deve esserci una reale continuità nella presa in carico del paziente dal
territorio fino ad arrivare nella struttura più idonea al trattamento
della patologia da cui è affetto, senza passare per altre strutture
intermedie. Va implementata la telemedicina, come supporto all’attività
dell’emergenza territoriale ma, e concludo, va implementato anche il
discorso legato alla medicina preventiva, dirottando i giusti
investimenti per riuscire a modificare gli stili di vita ed i rischi
ambientali, riducendo, nel tempo, l’incidenza di molte patologie e
quindi aggravi di costi nel comparto sanitario.
Questa, seppure non è una scelta
prettamente sanitaria, rappresenta un indirizzo politico molto
edificante nel quadro delle politiche sociali, un percorso che non può
vederci distanti da tante problematiche legate alle criticità
ambientali. Allora questa istituzione si assuma il ruolo per cui è
deputata, rendendosi capace di offrire opportunità di crescita di questo
territorio, garantendo e migliorando i servizi offerti ai cittadini,
soprattutto per quanto riguarda la salute che oggi più che mai
rappresenta un bene prezioso. La valorizzazione degli ospedali
pubblici, la riorganizzazione della rete sanitaria regionale, il
miglioramento delle strutture e soprattutto dei servizi, altro non sono
che la prova che stiamo veramente rispettando gli impegni assunti coi
cittadini: stiamo facendo, cioè, niente di più di ciò che il nostro
dovere di amministratori pubblici, ci impone di fare.”
mercoledì 17 giugno 2015
Ospedale di Venafro. Sull’Ospedale non arretro di un millimetro! Ma niente strumentalizzazioni”.
“Gli attacchi di chi mirano a far credere che esistono giochi diversi sul destino del Santissimo Rosario, rappresentano l’essenza della scorrettezza a tutto danno dei cittadini che non possono essere considerati di serie a o di serie b, di fronte alla difesa della propria salute. Come sempre, rifuggo dalle polemiche che non portano a nulla e mi limito a sottolineare che non sono arretrato di un millimetro da quelli che erano i propositi analizzati insieme all’Amministrazione Comunale di Venafro e il Comitato in difesa del Santissimo Rosario non più tardi di un paio di mesi fa. Ho partecipato ai tavoli di confronto, mi sono fatto promotore delle istanze per consentire ai cittadini di usufruire del sacrosanto diritto alla tutela della propria salute continuerò ad impegnarmi perché la questione venga risolta con uno spirito costruttivo come deve essere se vogliamo che l’intera Provincia di Isernia non abbia a patire ulteriori disagi sociali. Ma vorrei ricordare che nell’ambito del piano sanitario Regionale (PSR) in fase di aggiornamento, e nelle more della predisposizione dei Piani Operativi e dei conseguenti atti aziendali da parte dell’Asrem, il già citato Tavolo Tecnico Operativo presso il Comune di Venafro, alla presenza del Comitato Santissimo Rosario, dei vertici comunali e del sottoscritto, in data 08.04.2015 ha messo a punto una complessiva proposta di riorganizzazione dell’Ospedale di Venafo, affinché, nel rispetto del principio di universalità del diritto alle prestazioni e alle cure della persona, sia garantito alla città, al bacino territoriale della Valle del Volturno e dell’hinterland extraregionale contiguo, un presidio pubblico che possa definirsi ospedaliero. Ora, chi pensa di vendere qualche copia in più, sostenendo che la mia posizione sia diversa dalle altre, per rinfrescarsi la memoria può ricontrollare quella proposta, forse l’unica seriamente sostenibile prevista per il riassetto dell’offerta sanitaria dell’ospedale Santissimo Rosario. Vista la razionalizzazione in corso degli ospedali periferici, la programmazione dell’Ospedale di Venafro, così come elaborata dal Tavolo dello scorso aprile, può permettere alla struttura di ritornare a rivestire un ruolo utile per la tutela della salute dei cittadini. Nel documento, è chiaro e lo ribadisco, il reparto di Ortopedia non è previsto! Per questo appare inopportuno che qualcuno voglia rimescolare le carte, riportare la questione alla ribalta della cronaca per mere questioni strumentali che nulla hanno a confrontarsi con la realtà dei fatti. A scanso di equivoci riporto, pedissequamente, il contenuto del Tavolo Tecnico.
Sistema di emergenza sanitario
Punto di primo soccorso ospedaliero h 24 – per garantire il primo accertamento diagnostico terapeutico di urgenza, stabilizzare le condizioni del paziente e se necessario garantirne il trasporto presso la struttura ospedaliera di emergenza con livello di cura più adeguato.
O.B.I. ospedaliero correlato di due letti tecnici più un terzo letto monitorizzato, oltre a apposite ambulanze di soccorso avanzato di cui una fissa presso la sede dell’Ospedale di Venafro, dotata di attrezzature per la terapia intensiva.
Il Punto di Primo Soccorso con collegamenti informativi (rete telefonica e telematica dedicata) con la centrale Operativa 118 e con DEA regionali di livello superiore.
(I Codici Bianchi potranno essere curati dai medici di continuità assistenziali).
Chirurgia in Day Surgery – Day Hospital Lungodegenza con 20 posti letto – Riabilitazione con 20 posti letto – Residenza Stabile per Anziani (R.S.A.) con 40 posti letto ;
Attività ambulatoriali con specifiche attrezzature (ad esempio ecodoppler, ecografo, eco – cardiografo, epiluminescenza) - Laboratorio Analisi – Radiologia – Senologia – Oncologia – Ortopedia – Odontoiatria – Ginecologia – Urologia – Oculistica – Otorino – Laringoiatria – Cardiologia – Dermatologia – Unità valutativa Alzheimer di riferimento regionale – Centro dialisi (come già operativo) – Centro Sert (come già operativo) – Farmacia interna – Centro per autistici (come già operativo);
Polo Formativo convenzionato con facoltà di Medicina e sede distaccata per corsi di laurea breve;
Sistema di emergenza sanitario
Punto di primo soccorso ospedaliero h 24 – per garantire il primo accertamento diagnostico terapeutico di urgenza, stabilizzare le condizioni del paziente e se necessario garantirne il trasporto presso la struttura ospedaliera di emergenza con livello di cura più adeguato.
O.B.I. ospedaliero correlato di due letti tecnici più un terzo letto monitorizzato, oltre a apposite ambulanze di soccorso avanzato di cui una fissa presso la sede dell’Ospedale di Venafro, dotata di attrezzature per la terapia intensiva.
Il Punto di Primo Soccorso con collegamenti informativi (rete telefonica e telematica dedicata) con la centrale Operativa 118 e con DEA regionali di livello superiore.
(I Codici Bianchi potranno essere curati dai medici di continuità assistenziali).
Chirurgia in Day Surgery – Day Hospital Lungodegenza con 20 posti letto – Riabilitazione con 20 posti letto – Residenza Stabile per Anziani (R.S.A.) con 40 posti letto ;
Attività ambulatoriali con specifiche attrezzature (ad esempio ecodoppler, ecografo, eco – cardiografo, epiluminescenza) - Laboratorio Analisi – Radiologia – Senologia – Oncologia – Ortopedia – Odontoiatria – Ginecologia – Urologia – Oculistica – Otorino – Laringoiatria – Cardiologia – Dermatologia – Unità valutativa Alzheimer di riferimento regionale – Centro dialisi (come già operativo) – Centro Sert (come già operativo) – Farmacia interna – Centro per autistici (come già operativo);
Polo Formativo convenzionato con facoltà di Medicina e sede distaccata per corsi di laurea breve;
mercoledì 27 maggio 2015
Sanità. Apprezzamenti dal Governo Renzi per l’impegno del Molise sul risanamento dei conti.
Premiati l’impegno messo in campo dal Governatore Frattura e, permettetemi, dalla Giunta regionale, per i risultati che il lavoro di questi anni sta pian piano portando alla nostra regione. In modo particolare sulla sanità, dove il Governo Renzi ha espresso il proprio apprezzamento diretto alla determinazione per quanto il Molise sta facendo nel riordino dei conti in un comparto così delicato. E’ vero, c’è bisogno di tanto lavoro ancora, ma la strada del risanamento era e resta un’operazione necessaria da farsi, propedeutica alle azioni di rilancio dello stesso comparto, così come tutti i molisani chiedono. Un cambio di rotta fondamentale, quello intrapreso, un impegno gravoso che ci è stato riconosciuto, per questo è giusto rimarcarlo, ma la gratitudine, oltre che alle parole di elogio del Governo Renzi, va anche ai molisani tutti, perché non vengano dimenticati gli innumerevoli sacrifici che stanno sopportando in questo momento così difficile.
mercoledì 4 marzo 2015
Sanità regionale. Il Decreto Balduzzi non neghi il diritto alla salute dei molisani.
“Il problema sanità, torna in maniera dirompente nell’agenda dei lavori
del Consiglio Regionale, nella maniera peggiore che ci saremmo
aspettati. Nel corso di questi anni abbiamo assistito a tanti
cambiamenti di programmi e decisioni che, però, non ci hanno portato i
risultati sperati. Dopo anni in cui nessun vantaggio è stato conseguito
sul piano della qualità e anche della quantità dei servizi erogati dalla
sanità regionale, la situazione si è fatta ancora più difficile. Senza
ripercorrere le tappe della storia, voglio riaffermare ancora una volta,
che non si è voluto capire, benché fosse chiaro a tutti, che la
riorganizzazione della rete sanitaria molisana, doveva passare,
seriamente e non so,lo a chiacchiere, attraverso l’ottimizzazione dei
servizi, la specializzazione dei vari presidi sanitari, la
collaborazione con la sanità privata non come sostituto di quella
pubblica ma legata all’eccellenza che questa poteva offrire. La tutela
degli interessi generali e delle popolazioni, adesso, debbono
travalicare quelli di campanile anche se le richieste legittime di certe
popolazioni, non possono restare inascoltate. Resto convinto, ancora
che nonostante tutto, occorre riconsiderare l’organizzazione degli
ospedali pubblici regionali, ottimizzando e riducendo costi e sprechi,
ma anche garantendo l’efficienza operativa che oggi, purtroppo, ancora
non hanno. La salvaguardia del diritto alla salute, il miglioramento
delle strutture e dei servizi, altro non sarebbero se non che si stanno
rispettando gli impegni assunti coi cittadini, e questo non è altro che
un nostro preciso dovere di amministratori pubblici. Le notizie su
dismissioni, depotenziamento, non fanno il paio con le aspettative della
gente, per questo vanno portate all’attenzione generale le soluzioni
perché venga garantita l’assistenza sanitaria degna di tale nome, su
tutto il territorio regionale. Decreti o non, è questo il messaggio che
ancora una volta bisogna lanciare, dato che siamo tutti dalla parte
della tutela del bene comune delle popolazioni che rappresentiamo. In
caso contrario, altro non faremmo se non acuire i problemi che, la
politica, invece, deve essere in grado di risolvere, rendendosi attrice
delle azioni che servono ad ampliare e migliorare i servizi offerti ai
cittadini, per quanto riguarda la salute pubblica. Il decreto Balduzzi
obbligherà la Regione ad adeguarsi alla nuova classificazione degli
ospedali molisani, in base a certi numeri che per il Molise, con la sua
popolazione prevede un solo presidio ospedaliero di I° Livello, quello
possibile cioè in un bacino di utenza tra 150mila e 300mila abitanti che
è Campobasso. Per il resto del territorio regionale, aree tra Termoli e
Larino e Isernia, Venafro, Agnone, solo ospedali di base. Questo vuol
dire meno reparti e più problemi per le popolazioni che senza una
adeguata soluzione, assisteranno, inermi, al tracollo dei servizi
sanitari. Tutto ciò, però, non coincide con le reali necessità utili al
rispetto del diritto minimo alla salute dei cittadini e per questo è
giusto affrontare la questione, affinché, in un confronto costruttivo
tra le parti, vengano analizzati tutti gli aspetti che caratterizzano il
problema stesso e, soprattutto, vengano trovate le giuste soluzioni per
la salvaguardia degli interessi generali. Una potrebbe essere sbattere i
pugni e chiedere stralci, deroghe, revisioni, un’idea che però
diventerebbe un tampone se non vi contrapponiamo una effettiva e seria
revisione e riorganizzazione del comparto sanitario. Un’altra potrebbe
essere l’Accordo di programmazione integrata con le regioni confinanti,
dove le strutture sanitarie molisane, dovrebbero unirsi con i presidi
geograficamente più vicini come quelli dell’Abruzzo o dell’alta Puglia,
della Campania e del Lazio e concordare su come organizzare i reparti
che il Decreto Balduzzi non fa rientrare di diritto in un ospedale di
base. Non sarebbe un’idea da scartare a priori ma diventa difficile
pensare che ciò possa essere realizzato nei tempi di attuazione del
decreto stesso e nei modi che diano ai molisani le garanzie di una
adeguata assistenza sanitaria, soprattutto se si pensa a coloro che
vivono in zone disagiate. Del resto è davvero giunto il momento di
assumere scelte coraggiose, di rigore, che comprendano, nonostante
tutto, investimenti in tecnologie e personale, capaci di coniugare
qualità del servizio e bisogni dei territori. Scaricare le colpe su
qualcuno, non ha senso, tagliando corto, è il momento di pensare alla
sanità come un vero diritto basato su precisi doveri, a partire proprio
dalla politica ad ogni livello, perché se non si potesse derogare a
queste nuove regole, almeno si può lavorare per limitarne gli effetti
negativi, a cominciare dalla visione campanilistica della sanità, per
finire alla tutela di certi interessi che non combaciano con quelli di
tutti, dato che la situazione che purtroppo viviamo oggi, è anche il
risultato di inefficienze e ritardi coi quali il Molise ha affrontato la
riorganizzazione del sistema sanitario regionale. E’ perfettamente
inutile piangere sul latte versato, così come è inutile illudersi che
ogni atto volto a ribaltare la decisione assunta dal Governo Italiano
possa essere la soluzione giusta al problema che si è venuto a creare.
Il problema è politico, non prendiamoci in giro, questo è uno dei
momenti più difficili che può essere superato soltanto con un lavoro
sinergico tra tutte le forze politiche di questa regione perché, se il
malato è ancora più grave, girarci intorno senza trovare una cura
adeguata non gli giova, ormai è giunto il tempo di pensare, con senso di
responsabilità, che sulla questione non si può continuare ad agire,
anteponendo a quelli generali, interessi di parte, occorre prevedere di
percorrere la strada nella massima collaborazione e nel dialogo più
proficuo. Se così sarà, quello che davvero sarà garantito è
esclusivamente il diritto alla salute dei cittadini.”
giovedì 3 luglio 2014
PETTORANELLO DI MOLISE: A.M.S. Advanced Medical Service SRL. IL MOLISE ECCELLENTE CHE CRESCE IN “SILENZIO” !
CENTRO DI FORMAZIONE E RICERCA
ACCREDITATO DALL’ANAGRAFE -UNIVERSITARIA (Ministero della pubblica
istruzione e della ricerca) TELERADIOLOGIA (Medica-Tecnici Radiologi)
BIOLOGIA (Genetica-Tossicologica-Farmabiologica-Medicina Preventiva e
Forense).
www.advancedmedical.it
Etichette:
politica,
sanità molisana
mercoledì 25 giugno 2014
lunedì 16 giugno 2014
martedì 10 giugno 2014
martedì 3 giugno 2014
LA REGIONE MOLISE SI E’ DOTATA DEL REGISTRO TUMORI
Registro tumori Molise, Frattura: primi pazienti registrati. Un grande risultato. “In Molise c’è il Registro tumori della Regione, in questi giorni è iniziata la registrazione dei primi pazienti. Un traguardo importantissimo per il nostro servizio sanitario”. Lo dichiara il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura.
Etichette:
politica,
sanità molisana
mercoledì 4 gennaio 2012
Ancora riduzioni dei posti letto all'Ospedale di Venafro: un altro schiaffo in faccia alla città e alle decisioni del Tar
mercoledì 16 novembre 2011
Ospedale di Venafro: Vaccone ha ragione ma non dobbiamo mollare!
A breve, Michele Iorio, inizierà l'opera finale di "demolizione" del nosocomio venafrano, ma tutti noi dobbiamo continuare a sostenere il nostro diritto ad una sanità efficiente ed equa.
martedì 30 agosto 2011
Ospedale di Venafro, disagi agli ambulatori: Al S.S. Rosario si gioca sulla pelle della gente!
I disservizi per ciò che sta accadendo agli ambulatori, quello di gastroscopia in particolare, e quelli derivanti dalla carenza di personale in altri reparti del S.S. Rosario, stanno portando i cittadini all'esasperazione e questo non è più tollerabile. Michele Iorio dovrebbe vergognarsi per le umiliazioni ed i continui disagi che le sue scelte stanno procurando ai tanti pazienti che si sentono indifesi di fronte a casi simili di mala sanità.
martedì 23 agosto 2011
Ospedale di Venafro: Iorio smentisce se stesso, il S.S. Rosario è destinato a chiudere definitivamente
Ci ricorda anche, che l'importo di ben due milioni di Euro di cui all'Accordo di Programma tra Regione e Ministero, richiesti per far fronte agli interventi di manutenzione straordinaria presso lo stesso nosocomio, visto l'incerto futuro utilizzo della struttura stessa, è fermo in attesa della firma del Piano Operativo di rientro dal deficit sanitario della Regione Molise. Il che significa che questi soldi non saranno mai spesi per l'ospedale cittadino di Venafro!
lunedì 18 luglio 2011
Ospedale di Venafro: Sui lavori al S.S. Rosario se ne discute in Consiglio Regionale!
Finalmente potremo conoscere direttamente come stanno le cose, anche se una risposta interlocutoria c'è stata, ed è pervenuta dall'ufficio stampa dell'Asrem il quale affermava che alcuni lavori erano stati fatti, alle centrali tecnologiche però, che pure avevano bisogno di manutenzione.
venerdì 8 luglio 2011
Ospedale di Venafro: Michele Iorio sconfessato ancora una volta!
Per il Governatore di questa Regione che pensa di risolvere i problemi dall'alto del suo feudo, è giunta una nuova lezione da parte di una città che non vuole farsi mettere i piedi in faccia così facilmente.
Iscriviti a:
Post (Atom)








