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domenica 29 maggio 2016

PROGRAMMA OPERATIVO SANITARIO 2015-2018. INTERVISTA RILASCIATA A TELEMOLISE


CONSIDERAZIONI E PRECISAZIONI IN MERITO AL PROGRAMMA OPERATIVO SANITARIO 2015-2018



“Il diritto alla salute, così come sancito nell’art. 32 della nostra carta costituzionale, è un bene comune e perciò deve essere preservato da una logica di profitto. In tal senso, ritengo di interpretare il pensiero della stragrande maggioranza dei cittadini molisani che guardano al comparto sanitario regionale come una risorsa vera e propria e auspicano che nella nostra Regione l’organizzazione del Sistema Sanitario debba essere prevalentemente pubblica e che il privato convenzionato debba svolgere solo una funzione complementare e solo per alcuni servizi che il pubblico non riesce ad erogare. In altre occasioni ho già voluto sottolineare l’importanza di questo concetto perché va assolutamente evitato che il rapporto tra pubblico e privato rappresenti quell’ enorme disequilibrio che vede i debiti a carico del cittadino che invece vorrebbe pagare il giusto, ottenere il diritto alla salute e vedersela tutelata degnamente e il profitto a tutto vantaggio del privato.
Un rapporto che già oggi, finanziando in questo modo la sanità privata convenzionata, fa mancare posti letto al servizio pubblico e risorse per la soluzione dei problemi strutturali degli ospedali e quelle per il personale e le attrezzature. Il dibattito aperto sul riordino del sistema, quello sul Piano Operativo Straordinario, fa emergere riflessioni che continuano ad evidenziare criticità e problemi che non consentiranno alla sanità pubblica di assumere il ruolo che merita rispetto alla tutela della salute del cittadino: sembrerebbe quasi che si voglia approfittare di questo caos, di questa disorganizzazione e di episodi di mala sanità, per crearsi un alibi e trasformare la salute in merce da pagare a caro prezzo! Non penso e non voglio minimamente immaginare che possa essere così.
Sui dettagli del Piano è giusto il confronto e lascio perciò al dibattito interno avviato e agli incontri con cittadini e addetti ai lavori le eventuali considerazioni, ma voglio evidenziare che il mio punto di vista resta quello che il Molise avendo il secondo indice di invecchiamento della popolazione in Italia, deve essere in grado di portare assistenze e servizi in prossimità dei pazienti, quelli delle classi maggiormente esposte e disagiate e perciò, l’organizzazione del Servizio Sanitario Regionale deve prevedere una impostazione meno accentrata e quindi più territoriale. Se solamente tre Ospedali devono essere individuati come strutture per acuti: Campobasso, Isernia e Termoli, l’attivazione delle Unità Operative deve rispondere strettamente al parametro del bacino di utenza con dotazione ottimale di mezzi e personale idonei al proprio funzionamento e, poiché di strutture pubbliche ne esistono a sufficienza, tanto da ingenerare addirittura diatribe campanilistiche, è perciò possibile organizzare una buona offerta dei servizi all’utente, quindi l’attività di queste Unità Operative, può tranquillamente essere estesa sul territorio regionale con postazioni ambulatoriali che faranno riferimento, specialmente per le attività chirurgiche, a dette Unità.
Per questo, giusta la riconversione in strutture con posti letto a bassa e media intensità di cura degli Ospedali di Larino e Venafro che devono essere visti come punti di riferimento, ad alta incidenza di assistenza infermieristico-riabilitativa, e di supporto fondamentale per il territorio, proprio per quei pazienti che non hanno patologie acute tali da richiedere un ricovero ospedaliero e quindi non gestibili a domicilio. Per l’Ospedale di Agnone è altresì giusta la scelta di Ospedale di zona disagiata proprio per salvaguardare le esigenze di quel territorio. Mantenere efficienti tali strutture rappresenta un’occasione favorevole anche sotto l’aspetto economico se si pensa di favorire e attuare in maniera seria le azioni necessarie a instaurare i cosiddetti accordi di confine con le regioni limitrofe (Abruzzo, Lazio e Campania), intese che permetterebbero, tra l’altro, di mantenere attivo l’indotto economico in quelle aree che stanno registrando anche altri tipi di disagi.
Ma la eventuale, relativa mobilità attiva, però, deve essere rimodulata in tutta la sua interezza, coinvolgendo anche le strutture private convenzionate, in quanto, non è giusto, a mio avviso, che per permettere a pazienti provenienti da altre regioni di venirsi a curare nelle strutture private del Molise, vengono utilizzati posti letto dedicati ai nostri pazienti. Se di 100 posti per acuti accreditati a strutture private, solo 14 sono utilizzabili per pazienti molisani e i restanti 86 sono destinati a pazienti di altre regioni, è evidente che si resta parcheggiati su una barella per settimane o si aspettano mesi per un ricovero ordinario. Se ciò dovesse continuare ad accadere, vuol dire che non soltanto il vantaggio economico per mobilità attiva può considerarsi cosa effimera, ma anche che tutta l’organizzazione sanitaria regionale, e gli strumenti idonei messi in atto per una vera e giusta riconversione del Comparto hanno fallito, compreso la politica che non è riuscita a garantire una sanità migliore ai propri cittadini.
Diciamo, allora, che deve essere rivisitata e quindi corretta l’equazione che fissa l’incidenza del privato convenzionato, così come avviene nella media del resto del nostro Paese, sulla fascia di incidenza che non superi il 20% in ogni singolo settore, vale a dire: posti letto per acuti, posti letto di lungodegenza, medicina territoriale. Anzi, in considerazione, come detto, della presenza di tante strutture pubbliche sul territorio regionale, con le quali è possibile organizzare l’offerta dei servizi all’utente, tale percentuale, dovrebbe, a mio avviso, attestarsi al 15 % del budget predefinito di spesa del Fondo Sanitario Regionale.
In tutto ciò non può non evidenziarsi l’annoso problema del controllo reale dei servizi e dei costi di gestione dell’intero comparto, quel controllo necessario per poter parlare di reale produttività, efficienza e risultati. Tornando all’organizzazione, infine, non si può non tener conto di alcuni fattori che incidono negativamente sulla qualità dei servizi offerti, per esempio l’annosa e irrisolta questione del personale precario che si ripercuote, manco a dirlo, sul funzionamento delle strutture, così come la riorganizzazione del Servizio di emergenza ospedaliera e territoriale del 118 per un migliore utilizzo delle risorse che in quasi tutte le Regioni italiane è gestito dai Pronto Soccorso, permettendo così di ottenere vantaggi legati al miglioramento del rapporto tra ospedale e territorio.
Così come per la medicina territoriale ovvero l’assistenza domiciliare attraverso un vero e reale coinvolgimento dei medici di base e di continuità assistenziale, per meglio armonizzare i servizi da portare al domicilio dei pazienti. Vanno valorizzati i percorsi per patologia (IMA, ictus, trauma, ecc) dove deve esserci una reale continuità nella presa in carico del paziente dal territorio fino ad arrivare nella struttura più idonea al trattamento della patologia da cui è affetto, senza passare per altre strutture intermedie. Va implementata la telemedicina, come supporto all’attività dell’emergenza territoriale ma, e concludo, va implementato anche il discorso legato alla medicina preventiva, dirottando i giusti investimenti per riuscire a modificare gli stili di vita ed i rischi ambientali, riducendo, nel tempo, l’incidenza di molte patologie e quindi aggravi di costi nel comparto sanitario.
Questa, seppure non è una scelta prettamente sanitaria, rappresenta un indirizzo politico molto edificante nel quadro delle politiche sociali, un percorso che non può vederci distanti da tante problematiche legate alle criticità ambientali. Allora questa istituzione si assuma il ruolo per cui è deputata, rendendosi capace di offrire opportunità di crescita di questo territorio, garantendo e migliorando i servizi offerti ai cittadini, soprattutto per quanto riguarda la salute che oggi più che mai rappresenta un bene prezioso. La valorizzazione degli ospedali pubblici, la riorganizzazione della rete sanitaria regionale, il miglioramento delle strutture e soprattutto dei servizi, altro non sono che la prova che stiamo veramente rispettando gli impegni assunti coi cittadini: stiamo facendo, cioè, niente di più di ciò che il nostro dovere di amministratori pubblici, ci impone di fare.”

mercoledì 17 giugno 2015

Ospedale di Venafro. Sull’Ospedale non arretro di un millimetro! Ma niente strumentalizzazioni”.

 
“Gli attacchi di chi mirano a far credere che esistono giochi diversi sul destino del Santissimo Rosario, rappresentano l’essenza della scorrettezza a tutto danno dei cittadini che non possono essere considerati di serie a o di serie b, di fronte alla difesa della propria salute. Come sempre, rifuggo dalle polemiche che non portano a nulla e mi limito a sottolineare che non sono arretrato di un millimetro da quelli che erano i propositi analizzati insieme all’Amministrazione Comunale di Venafro e il Comitato in difesa del Santissimo Rosario non più tardi di un paio di mesi fa. Ho partecipato ai tavoli di confronto, mi sono fatto promotore delle istanze per consentire ai cittadini di usufruire del sacrosanto diritto alla tutela della propria salute continuerò ad impegnarmi perché la questione venga risolta con uno spirito costruttivo come deve essere se vogliamo che l’intera Provincia di Isernia non abbia a patire ulteriori disagi sociali. Ma vorrei ricordare che nell’ambito del piano sanitario Regionale (PSR) in fase di aggiornamento, e nelle more della predisposizione dei Piani Operativi e dei conseguenti atti aziendali da parte dell’Asrem, il già citato Tavolo Tecnico Operativo presso il Comune di Venafro, alla presenza del Comitato Santissimo Rosario, dei vertici comunali e del sottoscritto, in data 08.04.2015 ha messo a punto una complessiva proposta di riorganizzazione dell’Ospedale di Venafo, affinché, nel rispetto del principio di universalità del diritto alle prestazioni e alle cure della persona, sia garantito alla città, al bacino territoriale della Valle del Volturno e dell’hinterland extraregionale contiguo, un presidio pubblico che possa definirsi ospedaliero. Ora, chi pensa di vendere qualche copia in più, sostenendo che la mia posizione sia diversa dalle altre, per rinfrescarsi  la memoria può ricontrollare quella proposta, forse l’unica seriamente sostenibile prevista per il riassetto dell’offerta sanitaria dell’ospedale Santissimo Rosario. Vista la razionalizzazione in corso degli ospedali periferici, la programmazione dell’Ospedale di Venafro, così come elaborata dal Tavolo dello scorso aprile, può permettere alla struttura di ritornare a rivestire un ruolo utile per la tutela della salute dei cittadini. Nel documento, è chiaro e lo ribadisco, il reparto di Ortopedia non è previsto! Per questo appare inopportuno che qualcuno voglia rimescolare le carte, riportare la questione alla ribalta della cronaca per mere questioni strumentali che nulla hanno a confrontarsi con la realtà dei fatti. A scanso di equivoci riporto, pedissequamente, il contenuto del Tavolo Tecnico.

Sistema di emergenza sanitario

Punto di primo soccorso ospedaliero h 24 – per garantire il primo accertamento diagnostico terapeutico di urgenza, stabilizzare le condizioni del paziente e se necessario garantirne il trasporto presso la struttura ospedaliera di emergenza con livello di cura più adeguato.

O.B.I. ospedaliero correlato di due letti tecnici più un terzo letto monitorizzato, oltre a apposite ambulanze di soccorso avanzato di cui una fissa presso la sede dell’Ospedale di Venafro, dotata di attrezzature per la terapia intensiva.

Il Punto di Primo Soccorso con collegamenti informativi (rete telefonica e telematica dedicata) con la centrale Operativa 118 e con DEA regionali di livello superiore.

(I Codici Bianchi potranno essere curati dai medici di continuità assistenziali).

Chirurgia in Day Surgery – Day Hospital Lungodegenza con 20 posti letto – Riabilitazione con 20 posti letto – Residenza Stabile per Anziani (R.S.A.) con 40 posti letto ;

Attività ambulatoriali con specifiche attrezzature (ad esempio ecodoppler, ecografo, eco – cardiografo, epiluminescenza) -  Laboratorio Analisi – Radiologia – Senologia – Oncologia – Ortopedia – Odontoiatria – Ginecologia – Urologia – Oculistica – Otorino – Laringoiatria – Cardiologia – Dermatologia – Unità valutativa Alzheimer di riferimento regionale – Centro dialisi (come già operativo) – Centro Sert (come già operativo) – Farmacia interna – Centro per autistici (come già operativo);

Polo Formativo convenzionato con facoltà di Medicina e sede distaccata per corsi di laurea breve;





mercoledì 27 maggio 2015

Sanità. Apprezzamenti dal Governo Renzi per l’impegno del Molise sul risanamento dei conti.


Premiati l’impegno messo in campo dal Governatore Frattura e, permettetemi, dalla Giunta regionale, per i risultati che il lavoro di questi anni sta pian piano portando alla nostra regione. In modo particolare sulla sanità, dove il Governo Renzi ha espresso il proprio apprezzamento diretto alla determinazione per quanto il Molise sta facendo nel riordino dei conti in un comparto così delicato. E’ vero, c’è bisogno di tanto lavoro ancora, ma la strada del risanamento era e resta un’operazione necessaria da farsi, propedeutica alle azioni di rilancio dello stesso comparto, così come tutti i molisani chiedono. Un cambio di rotta fondamentale, quello intrapreso, un impegno gravoso che ci è stato riconosciuto, per questo è giusto rimarcarlo, ma la gratitudine, oltre che alle parole di elogio del Governo Renzi, va anche ai molisani tutti, perché non vengano dimenticati gli innumerevoli sacrifici che stanno sopportando in questo momento così difficile.

mercoledì 4 marzo 2015

Sanità regionale. Il Decreto Balduzzi non neghi il diritto alla salute dei molisani.


“Il problema sanità, torna in maniera dirompente nell’agenda dei lavori del Consiglio Regionale, nella maniera peggiore che ci saremmo aspettati. Nel corso di questi anni abbiamo assistito a tanti cambiamenti di programmi e decisioni che, però, non ci hanno portato i risultati sperati. Dopo anni in cui nessun vantaggio è stato conseguito sul piano della qualità e anche della quantità dei servizi erogati dalla sanità regionale, la situazione si è fatta ancora più difficile. Senza ripercorrere le tappe della storia, voglio riaffermare ancora una volta, che non si è voluto capire, benché fosse chiaro a tutti, che la riorganizzazione della rete sanitaria molisana, doveva passare, seriamente e non so,lo a chiacchiere, attraverso l’ottimizzazione dei servizi, la specializzazione dei vari presidi sanitari, la collaborazione con la sanità privata non come sostituto di quella pubblica ma legata all’eccellenza che questa poteva offrire. La tutela degli interessi generali e delle popolazioni, adesso, debbono travalicare quelli di campanile anche se le richieste legittime di certe popolazioni, non possono restare inascoltate. Resto convinto, ancora che nonostante tutto, occorre riconsiderare l’organizzazione degli ospedali pubblici regionali, ottimizzando e riducendo costi e sprechi, ma anche garantendo l’efficienza operativa che oggi, purtroppo, ancora non hanno. La salvaguardia del diritto alla salute, il miglioramento delle strutture e dei servizi, altro non sarebbero se non che si stanno rispettando gli impegni assunti coi cittadini, e questo non è altro che un nostro preciso dovere di amministratori pubblici. Le notizie su dismissioni, depotenziamento, non fanno il paio con le aspettative della gente, per questo vanno portate all’attenzione generale le soluzioni perché venga garantita l’assistenza sanitaria degna di tale nome, su tutto il territorio regionale. Decreti o non, è questo il messaggio che ancora una volta bisogna lanciare, dato che siamo tutti dalla parte della tutela del bene comune delle popolazioni che rappresentiamo. In caso contrario, altro non faremmo se non acuire i problemi che, la politica, invece, deve essere in grado di risolvere, rendendosi attrice delle azioni che servono ad ampliare e migliorare i servizi offerti ai cittadini, per quanto riguarda la salute pubblica. Il decreto Balduzzi obbligherà la Regione ad adeguarsi alla nuova classificazione degli ospedali molisani, in base a certi numeri che per il Molise, con la sua popolazione prevede un solo presidio ospedaliero di I° Livello, quello possibile cioè in un bacino di utenza tra 150mila e 300mila abitanti che è Campobasso. Per il resto del territorio regionale, aree tra Termoli e Larino e Isernia, Venafro, Agnone, solo ospedali di base. Questo vuol dire meno reparti e più problemi per le popolazioni che senza una adeguata soluzione, assisteranno, inermi, al tracollo dei servizi sanitari. Tutto ciò, però, non coincide con le reali necessità utili al rispetto del diritto minimo alla salute dei cittadini e per questo è giusto affrontare la questione, affinché, in un confronto costruttivo tra le parti, vengano analizzati tutti gli aspetti che caratterizzano il problema stesso e, soprattutto, vengano trovate le giuste soluzioni per la salvaguardia degli interessi generali. Una potrebbe essere sbattere i pugni e chiedere stralci, deroghe, revisioni, un’idea che però diventerebbe un tampone se non vi contrapponiamo una effettiva e seria revisione e riorganizzazione del comparto sanitario. Un’altra potrebbe essere l’Accordo di programmazione integrata con le regioni confinanti, dove le strutture sanitarie molisane, dovrebbero unirsi con i presidi geograficamente più vicini come quelli dell’Abruzzo o dell’alta Puglia, della Campania e del Lazio e concordare su come organizzare i reparti che il Decreto Balduzzi non fa rientrare di diritto in un ospedale di base. Non sarebbe un’idea da scartare a priori ma diventa difficile pensare che ciò possa essere realizzato nei tempi di attuazione del decreto stesso e nei modi che diano ai molisani le garanzie di una adeguata assistenza sanitaria, soprattutto se si pensa a coloro che vivono in zone disagiate. Del resto è davvero giunto il momento di assumere scelte coraggiose, di rigore, che comprendano, nonostante tutto, investimenti in tecnologie e personale, capaci di coniugare qualità del servizio e bisogni dei territori. Scaricare le colpe su qualcuno, non ha senso, tagliando corto, è il momento di pensare alla sanità come un vero diritto basato su precisi doveri, a partire proprio dalla politica ad ogni livello, perché se non si potesse derogare a queste nuove regole, almeno si può lavorare per limitarne gli effetti negativi, a cominciare dalla visione campanilistica della sanità, per finire alla tutela di certi interessi che non combaciano con quelli di tutti, dato che la situazione che purtroppo viviamo oggi, è anche il risultato di inefficienze e ritardi coi quali il Molise ha affrontato la riorganizzazione del sistema sanitario regionale. E’ perfettamente inutile piangere sul latte versato, così come è inutile illudersi che ogni atto volto a ribaltare la decisione assunta dal Governo Italiano possa essere la soluzione giusta al problema che si è venuto a creare. Il problema è politico, non prendiamoci in giro, questo è uno dei momenti più difficili che può essere superato soltanto con un lavoro sinergico tra tutte le forze politiche di questa regione perché, se il malato è ancora più grave, girarci intorno senza trovare una cura adeguata non gli giova, ormai è giunto il tempo di pensare, con senso di responsabilità, che sulla questione non si può continuare ad agire, anteponendo a quelli generali, interessi di parte, occorre prevedere di percorrere la strada nella massima collaborazione e nel dialogo più proficuo. Se così sarà, quello che davvero sarà garantito è esclusivamente il diritto alla salute dei cittadini.”

giovedì 3 luglio 2014

PETTORANELLO DI MOLISE: A.M.S. Advanced Medical Service SRL. IL MOLISE ECCELLENTE CHE CRESCE IN “SILENZIO” !



CENTRO DI FORMAZIONE E RICERCA ACCREDITATO DALL’ANAGRAFE -UNIVERSITARIA (Ministero della pubblica istruzione e della ricerca) TELERADIOLOGIA (Medica-Tecnici Radiologi) BIOLOGIA (Genetica-Tossicologica-Farmabiologica-Medicina Preventiva e Forense).
www.advancedmedical.it

martedì 3 giugno 2014

LA REGIONE MOLISE SI E’ DOTATA DEL REGISTRO TUMORI

Registro tumori Molise, Frattura: primi pazienti registrati. Un grande risultato. “In Molise c’è il Registro tumori della Regione, in questi giorni è iniziata la registrazione dei primi pazienti. Un traguardo importantissimo per il nostro servizio sanitario”. Lo dichiara il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura.



mercoledì 4 gennaio 2012

Ancora riduzioni dei posti letto all'Ospedale di Venafro: un altro schiaffo in faccia alla città e alle decisioni del Tar

Ospedale di VenafroLe voci sul totale smantellamento dell'Ospedale Santissimo Rosario di Venafro stanno trovando conferma proprio in questi giorni con una ulteriore riduzione di posti letto nel reparto di medicina generale. A nulla sono valse le proteste dei venafrani e i tentativi da parte del Comitato in difesa dell'Ospedale ma, soprattutto, a nulla è valsa l'ordinanza n. 124 del mese di luglio 2011 da parte del Tar Molise che sospendeva l'efficacia di alcuni provvedimenti della Direzione Generale dell'Asrem, relativi proprio al ridimensionamento dei servizi del Santissimo Rosario.

mercoledì 16 novembre 2011

Ospedale di Venafro: Vaccone ha ragione ma non dobbiamo mollare!

Ospedale di Venafro"Lasciano molta amarezza le parole di Gianni Vaccone sul risultato elettorale delle ultime regionali, soprattutto alla luce del suo impegno personale e quello dell'intero comitato pro Santissimo Rosario. Il suo stato d'animo va compreso in pieno, ma va anche detto che tutto quello che lui e l'intera città di Venafro hanno fatto per scongiurare la chiusura dell'ospedale cittadino, non deve restare vano, nonostante gli interessi di qualcuno a chiuderlo definitivamente.
A breve, Michele Iorio, inizierà l'opera finale di "demolizione" del nosocomio venafrano, ma tutti noi dobbiamo continuare a sostenere il nostro diritto ad una sanità efficiente ed equa.

martedì 30 agosto 2011

Ospedale di Venafro, disagi agli ambulatori: Al S.S. Rosario si gioca sulla pelle della gente!

Ospedale di VenafroAlle certezze della trasformazione dell'Ospedale di Venafro in Residenza Sanitaria Assistita, si aggiungono quelle dei problemi causati ai pazienti che dopo lunghe liste di attesa, non ricevono l'assistenza dovuta per la diagnosi e la cura di alcune patologie.
I disservizi per ciò che sta accadendo agli ambulatori, quello di gastroscopia in particolare, e quelli derivanti dalla carenza di personale in altri reparti del S.S. Rosario, stanno portando i cittadini all'esasperazione e questo non è più tollerabile. Michele Iorio dovrebbe vergognarsi per le umiliazioni ed i continui disagi che le sue scelte stanno procurando ai tanti pazienti che si sentono indifesi di fronte a casi simili di mala sanità.

martedì 23 agosto 2011

Ospedale di Venafro: Iorio smentisce se stesso, il S.S. Rosario è destinato a chiudere definitivamente

Ospedale di VenafroIl Governatore Iorio, attraverso una nota della Direzione Generale V della Regione, fa conoscere ai molisani e ai venafrani in modo particolare, che qualche lavoro di manutenzione e qualche ritocco allo stabile ed agli impianti del S.S. Rosario è stato fatto o è in fase di esecuzione. Meno male!
Ci ricorda anche, che l'importo di ben due milioni di Euro di cui all'Accordo di Programma tra Regione e Ministero, richiesti per far fronte agli interventi di manutenzione straordinaria presso lo stesso nosocomio, visto l'incerto futuro utilizzo della struttura stessa, è fermo in attesa della firma del Piano Operativo di rientro dal deficit sanitario della Regione Molise. Il che significa che questi soldi non saranno mai spesi per l'ospedale cittadino di Venafro!

lunedì 18 luglio 2011

Ospedale di Venafro: Sui lavori al S.S. Rosario se ne discute in Consiglio Regionale!

Difendiamo l'Ospedale di VenafroNella seduta di Consiglio regionale del 19 luglio, è prevista la risposta alla mia ultima interpellanza sui lavori di manutenzione all'Ospedale di Venafro dopo che avevo chiesto spiegazioni al Governatore Iorio del ritardo rispetto alle rassicurazioni dell'allora assessore alla sanità, il Dott. Nicola Passarelli, sulla loro realizzazione.

Finalmente potremo conoscere direttamente come stanno le cose, anche se una risposta interlocutoria c'è stata, ed è pervenuta dall'ufficio stampa dell'Asrem il quale affermava che alcuni lavori erano stati fatti, alle centrali tecnologiche però, che pure avevano bisogno di manutenzione.

venerdì 8 luglio 2011

Ospedale di Venafro: Michele Iorio sconfessato ancora una volta!

Ospedale di Venafro"Il ridimensionamento dell'ospedale S.S. Rosario non rientrava nelle promesse elettorali fatte da Michele Iorio a i cittadini venafrani che adesso si sono visti riconoscere dal TAR Molise il loro diritto alla salute.
Per il Governatore di questa Regione che pensa di risolvere i problemi dall'alto del suo feudo, è giunta una nuova lezione da parte di una città che non vuole farsi mettere i piedi in faccia così facilmente.